Come scegliere tra interior designer, architetto ed ingegnere? Facciamo chiarezza!

La realizzazione di un progetto domestico coinvolge da sempre professionalità differenti, responsabili per ciascuna fase della realizzazione finale : tra queste, quella dell’interior designer, dell’architetto e dell’ingegnere si contraddistinguono per elementi comuni che spesso rendono ardua o confusionaria la scelta nel momento in cui bisogna affidare la propria fiducia ed il proprio progetto a qualcuno.
In questo articolo vogliamo aiutarvi a fare chiarezza, definendo ciascun ruolo ed offrendovi differenze e consigli per scegliere la figura più vicina le proprie esigenze!

L’interior designer rappresenta una professionalità capace di coniugare, oltre conoscenze circa l’utilizzo degli spazi e stili di arredamento, competenze in tema di impiantistica ed illuminotecnica. Il suo ruolo è quello di soddisfare le esigenze dei clienti, privati o aziende, unendo estetica, comfort, funzionalità e tecnologia.
Il fine dell’interior designer è quindi quello di interpretare bisogni e desideri del cliente, per realizzare uno spazio capace di rispecchiarsi nel gusto estetico e nella piacevolezza ad esso richiesta.

Perché studiare interior design

Quella dell’interior designer è una professione giovane e dinamica, capace di generare valore nel tempo impattando sulla qualità della vita delle persone, migliorandola. Rappresenta un lavoro creativo che poggia su conoscenze tecniche, ma che richiede al contempo grande sensibilità e capacità di comprensione, per meglio adempiere al ruolo. 
Scegliere di studiare interior design permette di inserirsi agevolmente nel mondo del lavoro, data l’elevata richiesta nel settore, tanto come dipendente quanto come libero professionista, ed oltre all’entrata in un mondo in particolare crescita, permette la creazione di sinergie, conoscenze e collaborazioni con figure trasversali come light designer, architetti, geometri, ingegneri ed imprese edili.

Come diventare interior designer

Diventare interior designer non significa semplicemente sviluppare un senso artistico nel decorare ed abbellire stanze, quanto entrare in profondità attraverso uno studio accurato e regole stilistiche, tali da creare uno stile sempre unico e personale per il cliente. La sua capacità di rendere accogliente e funzionale ambienti di qualsiasi dimensione, domestici e non, richiede grande passione e dedizione, oltre che un costante aggiornamento professionale.
Diventare interior designer è possibile senza una laurea: ad oggi non esiste una vera e propria facoltà di dominio pubblico, tuttavia è possibile ricorrere a corsi triennali presso enti privati oppure frequentare corsi online ed in presenza tali da fornire elevata competenza. Lavorare sulle conoscenze e gli aspetti teorici è sicuramente la base, ma il consiglio è quello di lanciarsi nel mondo operativo e nella gestione di fase progettuale e cantiere, vivendo l’aspetto tangibile della professione.

Cosa fa un interior designer

Il lavoro effettivo di un interior designer segue generalmente una procedura ben precisa, a partire dagli spazi esterni, qualora fossero oggetto della commissione, tanto importanti quanto quelli interni.
La fase successiva, ovvero l’ascolto del cliente, per quanto possa apparire qualcosa di semplice, è probabilmente l’elemento chiave alla base della professione: solamente sviluppando empatia e capacità di ascolto sarà possibile presentare un progetto in linea con quanto ricerca dalla controparte, aumentando la possibilità di portare a casa il lavoro.
L’aspetto progettuale unisce la creatività tipica della professione alla piena conoscenza di regole e tecnicismi: si renderà necessario difatti analizzare spazi vuoti o meno, passaggi, spazi di manovra, la distribuzione dei volumi a livello estetico o pratico ed altro ancora. All’interno di questa fase una variabile sempre più attuale è la richiesta e la necessità di progettazione di arredamenti su misura, tali da adeguarsi perfettamente a spazi, misure ed esigenze del cliente.
La fase conclusiva di questo processo è rappresentata dalla presentazione del lavoro, sempre più basata sulla creazione di rendering, una raffigurazione realistica e tridimensionale degli ambienti della committenza. A tal proposito, un altro efficace e moderno strumento è rappresentato dalla realtà virtuale, che permette di vivere tridimensionalmente, attraverso l’utilizzo di un visore, l’ambiente progettato in scala 1:1, permettendo all’utilizzatore di immedesimarsi nella futura realizzazione, percependo ingombri e passaggi.
Oltre lo studio e la progettazione degli spazi, l’interior designer è responsabile della realizzazione delle tavole tecniche esecutive, rendendole disponibili per tutti gli attori coinvolti in cantiere. Il disegno tecnico prodotto dall’interior fornisce infatti una linea guida agli addetti ai lavori fondamentale per la corretta realizzazione del progetto.

Quando e perchè scegliere un interior designer

Scegliere un interior designer per la propria realizzazione è una questione tanto di competenze quanto di feeling: se è vero che il suo scopo è quello di creare soluzioni non solo creative ma anche tecnicamente e funzionalmente adatte allo spazio in cui opera, quanto più si entrerà in ‘intimità’ con la sua figura, tanto più aumenteranno le probabilità di ottenere esattamente quanto ricercato o capace di superare le aspettative. Attraverso una profonda conoscenza di gusti personali, stile di vita e particolarità del cliente l’interior designer diverrà la figura più indicata per armonizzare tutti gli ambienti della casa, attraverso un’attenta pianificazione in cui nulla sarà lasciato al caso, dall’armonia delle forme a colori e materiali, passando per aspetti come la riduzione di consumi energetici o la creazione di elementi utili nella vita quotidiana.

L’architetto: chi è, cosa fa, quando sceglierlo

Quella dell’architetto rappresenta una delle professioni più antiche della storia, capace di combinare elementi di ingegneria a creatività ed artisticità, tanto negli spazi interni quanto negli esterni. Diventare architetti richiede un importante periodo di formazione, che richiede il conseguimento del titolo di laurea e quello di un esame di stato utile all’abilitazione ed l’iscrizione all’albo dell’ordine professionale CNAPPC.

Cosa fa l’architetto: mansioni e responsabilità

Il ruolo dell’architetto comporta numerose mansioni di grande responsabilità, a partire dall’elaborazione dell’idea, alla realizzazione di disegni tecnici in scala e progettazione tridimensionale, curando al tempo stesso diversi aspetti tecnici : l’inclusione di principi strutturali ed ingegneristici, l’integrazione di aspetti ambientali, la redazione di relazioni inerenti costi di progettazione e realizzazione, lo studio di normative, statuti ed obblighi di costruzione relativi la sicurezza.

Quando si rende necessaria la figura dell’architetto 

La figura dell’architetto, più che una scelta, rappresenta una necessità cui fare assolutamente ricorso al presentarsi di alcune fattispecie: i suoi servizi si rendono difatti obbligatori in caso di progetto realizzabile attraverso permessi di costruzione, necessari in caso di nuovo edificio, ampliamento di un edificio esistente, per modifiche di facciata, oppure richiedere una licenza edilizia. La sua figura è inoltre indicata qualora i lavori in questione coinvolgano uno spazio superiore i 150 mq.
Nei casi in cui la sua figura non si renda strettamente necessaria, valutarne la scelta per il proprio progetto è ovviamente discrezionale, e va realizzata con la consapevolezza del grande valore aggiunto che potrà comunque offrire : oltre a concedere un grande risparmio di tempo, offrirà tutela e potrà coordinare artigiani e operai durante le operazioni in cantiere, riducendo lo stress tipico del processo ed assicurando maggiore qualità alla realizzazione.
In assenza di informazioni, la figura dell’architetto è vista come una professionalità particolarmente onerosa, erroneamente. Il costo necessario all’ingaggio di un professionista in ambito è infatti particolarmente accessibile, considerando che la parcella media risulterà di gran lunga inferiore rispetto quella prospettata da un costruttore. 

Differenza tra architetto ed interior designer

Architetto ed interior designer rappresentano professioni che tendono talvolta a sovrapporsi, specie se il ramo in cui il primo decide di operare sia rivolto verso gli interni domestici. In linea di massima, la sostanziale differenza tra le figure professionali vede l’architetto propendere principalmente verso la definizione degli aspetti strutturali di un edificio, mentre l’interior designer si rivolge prevalentemente alla componente artistica ed allo studio di soluzioni per fornire il giusto equilibrio tra praticità ed estetica.

Differenza tra architetto ed ingegnere

Architetto ed ingegnere edile, pur provenendo da rami e percorsi universitari differenti, pongono entrambe la propria competenza nella progettazione di edifici. Pertanto, pur presentando conoscenze simili tra di loro, l’architetto approccia alla mansione orientandosi maggiormente all’estetica ed alla ricerca del design applicata alla struttura, mentre l’ingegnere concentrarsi su aspetti puramente tecnici.

L’ingegnere edile : chi è, cosa fa, quando sceglierlo

Quella edile è una branca dell’ingegneria volta alla realizzazione ed alla ottimizzazione di tutti i processi tipici dell’edilizia. Così come gli architetti, anche gli ingegneri, in seguito a studi accademici, possono operare in seguito al conseguimento di un esame statale e l’iscrizione ad albo di ordine professionale.
Ciò che differenzia la sua figura rispetto quella di un architetto è l’inclinazione alla progettazione di infrastrutture (strade, ponti, ferrovie, aereoporti) ed a mansioni utili alla costruzione, ristrutturazione e manutenzione di strutture ed edifici.

Cosa fa un ingegnere: mansioni e responsabilità

La figura dell’ingegnere, oltre a convogliare conoscenza delle principali tecniche costruttive, normative edilizie e materiali edili, è la figura preposta al rilascio di certificazioni energetiche. Tra le sue svariate competenze, possiamo annoverare la progettazione di costruzioni ed interventi edilizi, la valutazione di preventivi circa tempi e costi di una realizzazione edile, la creazione di documenti tecnici relativi la costruzione, la supervisione del cantiere ed il collaudo di edifici, oltre che la redazione di piani di manutenzione e realizzazione di interventi a scopo di riqualificazione o restauro edilizio.

 

Interior designer, architetto e ingegnere : possono collaborare?

Le figure in questione, per quando potrebbero sembrare corrispettivamente similari, rappresentano in realtà un perfetto filo conduttore, ed anzi la collaborazione è consigliabile specialmente in caso di progetti di particolare importanza
Un esempio? L’ingegnere rappresenterebbe la figura che studia e valuta la fattibilità di un cantiere, l’architetto potrebbe occuparsi della realizzazione progettuale edile in termini strutturali, estetici e funzionali, mentre l’interior può infine dedicarsi alla creazione di soluzioni per interni confortevoli ed estetiche, legando tra loro i vari spazi che compongono l’ambiente domestico. Ovviamente questo esempio non vuole rappresentare una regola assoluta, quanto una dimostrazione della bontà di una possibile collaborazione tra le parti!

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